Sala 3 Alarico

Sala 3 Alarico 2018-03-14T11:42:05+00:00

Molti la ritengono una leggenda, altri una verità eppure è evidente che l’episodio del seppellimento di Alarico nel fiume Busento costituì per Cosenza, e continua a esserlo, un chiaro simbolo identitario. Autore del tragico Sacco di Roma nel 410 d.C., in un momento in cui la città eterna rappresentava un crogiuolo di culture, il catastrofico evento del saccheggio si configurò come una cesura. E avvenne per mano di Alarico. Di stirpe germanica ma educato alla conoscenza del mondo romano aveva sempre agito con diplomazia. Nei primi anni del V secolo tentò di ottenere concessioni per il suo popolo eppure, non riuscendovi, aveva ceduto alla barbarie e alla violenza. Dopo i tre giorni di Sacco descritti da numerose fonti, Alarico e i suoi soldati si diressero verso Sud carichi di tesori. A Cosenza Alarico morì e fu sepolto nell’alveo del fiume Busento. Oltre al Jordanes, fu dal Cinquecento che l’avvenimento assurse a simbolo identificativo della città di Cosenza. Lo disse Leandro Alberti, domenicano bolognese in visita a Cosenza; lo confermò Giovan Paolo d’Aquino nell’Orazione in morte di Bernardino Telesio ma è soprattutto nella fitta serie di racconti e resoconti di viaggio lasciati dagli intellettuali del Grand Tour che la sepoltura di Alarico viene sublimata e individuata come principale motivo di visita della città oltre che come topos letterario.